Paesaggi d'Italia

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Urbinate e Montefeltro

Marche, Italia

Il Ducato di Urbino e l’antica regione del Montefeltro, che non solo confinano, ma in alcune parti addirittura si sovrappongono, ispirano a chi le visita cose belle e buone, portano l’eco di una consuetudine, di un modo di pensare, che guarda costantemente alla qualità: qualità dei paesaggi che rendono unica questa terra, qualità del vivere quotidiano, qualità del senso poetico delle cose, dei sogni e delle realtà che oggi ne fanno un ambito di natura e cultura privilegiato. Il Montefeltro e l’Urbinate così per molti non sono solo luogo ma ancor prima un sentimento. È fuor di dubbio che esista un vero e proprio stile Montefeltro, un modo ben definito di essere, di apprezzare l’eleganza e la profonda bellezza di ciò che gli occhi vedono, di mettere insieme i sapori e i profumi più giusti, (si pensi al tartufo che qui vede alcune delle sue capitali). Una maniera che coglie appieno e modifica secondo un proprio gusto le arti e i pensieri più alti del Medioevo e del Rinascimento Italiano.

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Intorno a Urbino, i colli pare che stieno accovacciati come un gregge ai piedi del Palazzo Ducale, i cui torricini, come due verghe pastorali li trattengono e li sorvegliano. Non solo le case, ma anche questi colli vicini sembrano stringersi intorno al Palazzo per farvi da cornice, come se la natura avesse voluto secondare l’opera di un grande principe di buon gusto. E mai come da questa altura la terra ci è apparsa mansueta ed obbediente, nemmeno nella pianura umbra, dove la roccia ne interrompeva la dolcezza col cipiglio della pietra ferrigna.
Nino Savarese, 1930-32
Il Montefeltro è la contrada pia nord delle Marche, insinuata fra la Romagna e la Toscana, raccolta intorno al monte Carpegna e alle vallate del Foglia e del Marecchia. È una delle terre più segrete d’Italia, nascosta là dove i confini appenninici delle tre regioni sembrerebbero non lasciare alcuno spazio; eppure fra un dirupo e una collina, tra gole, scoscesi e frane si compone questa contrada così singolarmente individuata nella sua bellezza e nella sua storia […] La segretezza della regione è così salda che ancora oggi chi voglia andare nel Montefeltro non sa di preciso che strada prendere, se entare da Rimini risalendo il Marecchia, o da Pesaro, lungo il Foglia, o scender da Urbino. Questa, secondo noi, è la strada vera; una strada dura, piena di curve e di dislivelli pesanti, avventurosa. Da Urbino, prima di scendere, conviene dare una guardata verso San Marino e cogliere così in un unico giro dello sguardo tutto il Montefeltro, dal Sasso di San Simone alla marina, guardare quella serie minuziosa di colline gialle e azzurre, quel fondale misterioso e splendente […]
Nino Savarese, 1930-32
Terra del Montefeltro: la rabbia dei demoni l’ha sconvolta, la pace dei santi santificata. I potenti vi hanno elevato castelli, gli umili l’hanno lavorata. Così pace e guerra s’alternano fra terra e cielo. Ma come la calma sarebbe piatta senza quella bufera, la potenza sarebbe sterile senza quel lavoro. Il poeta che di sera dalle cime di San Marino e di San Leo contempla quei calanchi, partecipa della tempesta e dello sguardo che l’ha pietrificata: né sa dove comincia il paradiso dove l’inferno. In lui, nella sua stessa anima: dove si incontrano. Così il poeta fissa sgomento in quel tumulto l’anima propria. E sente d’essere tutt’uno con la sua terra.
Fabio Tombari, 1960