Paesaggi d'Italia

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La Valle dei Templi, Selinunte

Sicilia, Italia

Per la Valle dei Templi la definizione di Patrimonio Mondiale dell’Umanità si veste del suo significato più classico; non è casuale che la sua iscrizione nell’elenco dell’Unesco risalga al 1998. Si rimane catturati dall’ energia che ancora trasmette una delle aree archeologiche più significative non solo d’Europa. Qui la cultura e l’estetica classica greca, fondamento di tanta parte del pensiero antico e moderno, si è espressa ai livelli più alti, con un senso delle proporzioni e una consapevolezza dell’opera dell’uomo che si può trovare solo in pochi altri luoghi. Reperti toccanti, severi ma “positivi”, portatori di un fascino e di un sentimento mediterraneo profondo e radicato; monumenti che è facile interpretare , ancora dopo millenni, come prodotti di un ingegno e di una spiritualità impossibile da ridursi a semplice rovina o a banale immagine da cartolina, ma da intendere, appunto, come paesaggio storico che onora la civiltà.

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Non godremo più per tutta la vita un così magnifico quadro di primavera, come quello che si è offerto ai nostri sguardi questa mattina, allo spuntar del giorno. La nuova Agrigento è fabbricata sul luogo stesso dove sorgeva l’antichissima città dallo stesso nome; essa ha spazio sufficiente per svilupparsi quanto vuole. Dalle nostre Illustre, noi vediamo il grandioso pendio dell’antica città, interamente ricoperto da giardini e vigneti, e sotto tutto quel verde, si possono appena intravvedere le tracce di una città un tempo vasta e popolosa. Solo alla fine di questa distesa verde e fiorita, si scorge il tempio della Concordia, e ad ovest gli avanzi del tempio di Giunone; gli altri avanzi si trovano verso la spiaggia che si prolunga, per una buona mezz’ora di cammino. Oggi non abbiamo potuto attraversare questa distesa così magnificamente verde, fiorita e fertile, sotto una galleria di rami e di pampini, perchè il nostro cicerone, un piccolo e buon pretino, ha voluto che dedicassimo questo primo giorno a visitare la città nuova. Ci mettemmo in cammino allo spuntar del sole, e ad ogni passo l’aspetto delle cose, che ci circondavano, diveniva sempre più pittoresco. Con la convinzione di farci cosa gradita, il buon pretino ci faceva fare innumerevoli giravolte, per farci ammirare mille particolari, ognuno dei quali offriva il tema per una graziosa scenetta idilliaca. Le ineguaglianze del terreno sono talmente forti, che si cammina in mezzo a continue ondulazioni formate dagli avanzi nascosti dell’antica città che, tanto prima poterono venir ricoperti da terra fertile, in quanto le antiche costruzioni sono di un leggero tufo conchiglioso. Finalmente raggiungemmo l’estremità ovest della città dove gli avanzi del tempio di Giunone vanno rapidamente in rovina, appunto perché la pietra così molle, risente molto i danni delle intemperie.
W. Gohete, 1787
Tal nel deserto pian di Selinunte
le vetuste colonne immote stanno,
altre intere, altre tronche, altre consunte
dal veglio antico dell'età tiranno;
e in file ora interrotte ed or congiunte
malinconica siepe all'ara fanno,
e allo stranier che guarda il marmo sacro,
mesto di non trovarvi il simulacro.
Felicia Hemans, 1793-1835