Paesaggi d'Italia

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La Costiera Amalfitana

Campania, Italia

Per dare un’idea di ciò che rappresenta e ha rappresentato la Costiera Amalfitana agli occhi dei suoi attenti e illustri frequentatori non è possibile probabilmente superare la perfetta sintesi che ne fa Renato Fucini nel 1878: “Il giorno del giudizio, per gli amalfitani che andranno in paradiso, sarà un giorno come tutti gli altri”. Si può solo aggiungere che, proprio per queste suoi tratti paradisiaci, la Costiera è uno dei lidi più frequentati da chi cerca un mare che coniuga particolarità ambientale, storia, tradizione in una maniera che più scenografica di così si fatica a immaginare. Chi ci arriva rimane catturato da panorami che si può dire facciano parte del DNA italiano e mediterraneo, si rende conto di godere di un celeberrimo frammento del “vedutismo” nazionale, inteso nel suo senso più nobile e reale.

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Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia, nella quale, assai presso a Salerno, è una costa sopra il mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano Costa di Amalfi, piena di piccole città, di giardini e di fontane e d’uomini ricchi procaccianti in atto di mercanzia, si come alcuni altri: tra le quali città dette n’è una chiamata Ravello…
Giovanni Boccaccio Decamerone
L’Italia è terra di contrasti, ed ogni regione italiana li ripete dentro il suo limite: non solamente la Campania cambia stile tra un luogo e l’altro, ma contrastante è la fascia costiera. È classica la zona costiera a nord di Napoli, con Cuma, Baia e il Capo Miseno; così la zona a sud di Napoli sotto il Vesuvio; un paesaggio dolce e leggero, dove tutto sembra disciolto nei miti e nella storia romani e greci. La costa che va da Sorrento a Salerno, e ha come centro Amalfi, è invece medievale, romantica, monasteriale.
Guido Piovene, 1957
Sia chiaro: i legittimi trasmettitori della bellezza della costiera, poveri o ricchi che siano, sono stati sempre gli abitanti del luogo. Chi è stato da queste parti avrà notato, in tanta luce, il bisogno di dipingere case e terrazze in bianco o in rosso; avrà visto i terrazzi delle casupole scintillare lungo quella gradinata abbagliante che piomba fin verso le pure acque del mare. Avrà notato il concetto del « tutto aperto», dei balconi dai pavimenti di ceramica, del bisogno di aggiungere qualche altra cosa alla luce esistente, di conservare l’estate anche nell’inverno, […], il bisogno come di annullare le altre stagioni e di ridurle ad una sola, delicata e gentile nelle opere dell’uomo, violenta e di espansione equatoriale nelle opere della Natura.
Domenico Rea, 1962
Così, sulla costiera amalfitana, dove all’azzurro terso del cielo e del mare si sposa il verde delle macchie selvagge e delle colture ordinate con cura sulle terrazze strappate alla roccia, all’incanto della natura si accompagna la suggestione delle vedute di paesi che sono spesso improvvise cascate di case dall’alto dei pendii al mare.
Mario Rotili, 1962
Il giorno del giudizio, per gli amalfitani che andranno in paradiso, sarà un giorno come tutti gli altri.
Renato Fucini, 1878