Paesaggi d'Italia

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La costa friulana

Friuli-Venezia Giulia, Italia

Nella distinzione del Friuli Venezia Giulia, nella sua “differenza” rispetto ad altre terre italiane, gioca un ruolo importante la sua costa. Contano certo non solo le sue bellezze ma anche le sue varietà. Una parte, quella più occidentale è fatta di spiagge larghe e sabbiose che rendono ospitali e comode le lagune di Grado e di Marano, facendo diventare famose diverse località dalla lunga storia balneare. La sabbia è così bella e luminosa da aver dato addirittura il nome a quella forse più nota: Lignano Sabbiadoro. Verso Trieste, andando a Est, tutto cambia. Un Adriatico di grande pregio ambientale, tanto da essere tutelato in diverse Riserve naturali, bagna il Friuli su coste che diventano uno scenario di roccia irripetibile, uno spettacolo pittorico a tutti gli effetti, dove le pennellate sono quelle date dalle mirabolanti fantasie delle profondità e delle superfici del Carso che arrivano fino al mare, dalle luci della macchia mediterranea, dall’eleganza e suggestione dei castelli sugli strapiombi, dalla forza sorprendente della Bora.

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(la costa friulana) […] una suggestione già molto prossima alla poesia. Si protende nel mare, da una delle più belle e strane coste d’Italia; infatti non somiglia a nessun’altra costa della penisola, e nemmeno a quelle adriatiche che le stanno di faccia. È una costa drammatica per colori e per luci, mediterranea e nordica, con accensioni subitanee e impreviste, abbozzi di tragedie cosmiche nel giro di un tramonto, nell’incupirsi o nello schiarirsi dell’aria: tanto che, guardandola un giorno tra pioggia e sole da un’altura, non trovai nei paesaggi di nessun pittore italiano qualcosa di corrispondente.
Guido Piovene, 1964
La strada fila dritta verso il mare, tra pingui campagne accuratamente coltivate. In fondo si scorge un palazzotto settecentesco, la casa dominicale del feudo di Belvedere. Una cortina di pini marittimi decora ancora per un momento l’orizzonte, ed ecco al di là, il fascino della laguna luminosa. E la strada corre avanti tra un canale che l’accompagna e un fondale che è uno specchio di argini, di barene, di capanne di paglia appena sopraelevate sull’acqua. A destra e a sinistra, al di là di fondali e canali, isole piccole e più grandi. A levante, l’isola di Barbana con il suo antico santuario; a ponente Gorgo e la Volpera e più lontano l’isola dei Busiari e il Montarone. Sull’orizzonte meridiano si profila, distesa ampiamente sul suo lido, Grado, […]. Verso il libeccio mare aperto, infinito.
Biagio Marin, 1964