Paesaggi d'Italia

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Isole di Toscana

Toscana, Italia

Le isole dell’arcipelago toscano formano, ognuna con un proprio originale contributo, un mondo che lascia immancabilmente stupiti. Ciò che rende particolari le sette isole principali e la corona di isolotti che stanno intorno, non è solo l’idea del confine fisico e geografico di questo mare dove si confondono le acque tirreniche e del Mar Ligure, e non sono solo i paesaggi marini e interni incredibilmente vari, che vanno da quello più attrezzato e facile a quello più selvatico, solitario e davvero inaccessibile. Ciò che le fa sentire speciali è forse proprio quell’ essere “isole toscane”, terre che pur lontane nel mare, con tutto quello che ha significato dal punto di vista storico e sociale, si legano alla loro regione in modo ben avvertibile. Nonostante certe inevitabili somiglianze, fatte di spiagge magnifiche, di acque cristalline, di luci e orizzonti solo marini, di rapporti tra uomini e mare, di certe solitudini, si avverte che sono isole diverse dalle altre mediterranee, che riservano un’ atmosfera speciale, un carattere tutto da scoprire.

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Qui la fantasia evoca la Venere tirrena consanguinea dell’ellena Afrodite. La prima emerge dal grembo profondo delle acque spumose, illumina del suo sorriso divino i luoghi circostanti e vi suscita tal vento d’amore che il fremito ancora ne perdura. Ma ecco che alla insuperabilmente bella si stacca il monile dal collo e le gemme precipitando in mare, vi si trasformano in altrettante isole dell’alto tirreno. Codesta genesi immaginaria a lor concessero caratteri rimasti indelebili per cagion dei quali i pallidi raggi del mattino le pingono delle iridescenze luminose per cui l’opale è pregiato; i possenti raggi del meriggio le carezzano di pennellate in cui il carmini si alterna col verde cupo; ed al tramonto mentre l’Elba agli occhi intenti del navigante dilettato, appare come un enorme diaspro sanguigno uscito fuori da una ganga di crisoprasio, Capraia, Gorgona, Palmaiola, Cerboli, La Troia, Pianosa, Montecristo, Giglio e Giannutri (che alla maggiore isola fanno corona) rispecchiano analoghe sebbene più attenuate, tinte a seconda della lontananza di chi l’ammira; si che nell’istesso istante in cui il sole veste l’Elba di porpora esso getta su Giannutri un manto glauco, uno zendalo cilestrino sul Giglio alpestre, e posa sopra i dirupi di Montecristo un velo rosato.Jack La Bolina, 1914