Paesaggi d'Italia

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Il Polesine e la Piana del Grande Fiume

Veneto, Italia

Strane alchimie fanno di questa parte d’Italia, il Polesine, e poi di tutto il corso del Po, giù fino all’Adriatico, un luogo ad alta concentrazione di immagini poetiche e letterarie. È come se suoi paesaggi, solo apparentemente stabili, in realtà più mutevoli di tanti altri , avessero la capacità di incidere ricordi forti e sensazioni profonde nel cuore di chi li vive o semplicemente si trova ad attraversarli. I rapporti tra terra e acqua, tra lavoro e ambiente, tra città e campagna, tra modernità e tradizione, hanno fatto nascere racconti sempre intensi, carichi di un’umanità che si confronta con il carattere, non sempre facile, del grande fiume e della sua piana.

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Vidi delle isole nuotanti, composte di radici di canne avviticchiate insieme con certe erbe palustri, le quali, essiccandosi nel tempo dell’estate, formano un certo terreno spugnoso, capacissimo per sostenere animali d’ogni sorta. E perché molte non hanno le radici attaccate al fondo dell’acqua, al soffiar dei venti quelle a galla della medesima si veggono andare or qua or là, senza rompersi.
Carlo Silvestri, 1750
Terra di uomini in lotta con le acque, terra di uomini un tempo in lotta per il possesso della zona trasformata in campagne ubertose è il Polesine, estrema propaggine meridionale del Veneto che, come un lungo ed ampio corridoio, limitato dal corso inferiore dell’Adige e del Po, separa il Veneto dall’Emilia e, in particolare, dalla provincia di Ferrara.
Elena Lombardo Petrobelli, 1964
Nel Veneto tutto è piccolo, adeguato alla misura umana. Le città sono meravigliosamente piccole. E anche le distanze fra città e città sono piccole. Il Veneto è ancora una regione dove il rapporto fra l’uomo e le cose rimane familiare.
Naturalmente, quando ero un ragazzo di pochi anni, tutto appariva grande, le città e le distanze fra loro. Erano tempi nei quali le distanze si colmavano a piedi, in calesse o in bicicletta. E io non ne ho colmate abbastanza, allora, quando ero un ragazzo che viveva nel basso Veneto polesano; ma, eludendo la sorveglianza familiare, o magari in compagnia dei parenti, sono andato parecchio in giro per le strade di un territorio che è tutto venato di pigri canali tra il verde fine, argentato dai salici, maculato qua e là da grossi olmi e platani.
La storia e la geografia di quella striscia di pianura compresa fra l’Adige e il Po, e che è il Polesine di Rovigo, furono condizionate dalle diversioni, mutazioni e integrazioni dei tanti sinuosi corsi d’acqua che la disegnano come un arabesco azzurro su fondo verde. Nel tempo, l’arabesco fluviale ha variato spesso la sua trama a causa di rotte e invasioni sconvolgenti le basse terre circostanti, dovute per lo più a fattori naturali ma talora anche a fattori politici, come le guerre degli estensi e dei veneziani...
Gino Visentini, 1964